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KalaVria Senza Glutine: quando la formazione diventa esperienza vera

Luca Tudda incontra i ragazzi di Kalavria

Imparare a cucinare senza glutine non significa soltanto conoscere nuove farine o seguire procedure diverse. Significa soprattutto aprire la mente a un modo di lavorare più consapevole, inclusivo e professionale. È proprio questo lo spirito del progetto KalaVria Senza Glutine, promosso da Associazione Italiana Celiachia Calabria, che continua a coinvolgere studenti e futuri professionisti della ristorazione in un percorso formativo concreto.  Durante uno degli ultimi incontri, guidati dal pizzaiolo Luca Tudda, i ragazzi dell’istituto alberghiero IPSEOA “K. Wojtyla” di Castrovillari hanno avuto l’opportunità di mettere letteralmente “le mani in pasta”, sperimentando direttamente la preparazione di prodotti da forno realizzati con farine senza glutine. Tra le lavorazioni più apprezzate della giornata c’è stata la focaccia, una preparazione che ha permesso ai partecipanti di comprendere meglio le caratteristiche di questi ingredienti e le tecniche necessarie per valorizzarli.

Ma il vero valore del progetto emerge soprattutto dalle parole degli studenti che vi partecipano.

Carmine Antonuccio racconta di aver già avuto un primo contatto con la cucina senza glutine durante un’esperienza lavorativa estiva, a contatto con persone celiache. Il corso gli ha però permesso di approfondire molti aspetti pratici:

«Una cosa che mi ha sorpreso di questo progetto è stata l’accuratezza dei prodotti. È stato molto bello perché abbiamo messo tutti le mani in pasta. La preparazione che abbiamo applicato di più con le farine senza glutine è stata la focaccia che abbiamo preparato oggi. Anche se non sono intollerante al glutine, posso dire che la qualità e i sapori sono davvero buoni».

Per Carmine, conoscere le corrette procedure è fondamentale anche dal punto di vista professionale. Avere già familiarità con i rischi di contaminazione e con le operazioni da seguire rappresenta un valore aggiunto per chi lavorerà nel mondo della ristorazione.

Tra gli aspetti che lo hanno colpito maggiormente c’è la scoperta che, dal punto di vista pratico, la cucina senza glutine non è così distante da quella tradizionale:

«Durante le lezioni la cosa che mi ha colpito di più è che questi alimenti non sono poi così differenti dagli altri».

Un pensiero speciale Carmine lo dedica anche al formatore: 

«È una persona veramente straordinaria: socievole, simpatico… una persona davvero molto buona».

Anche Alessandra La Pegna sottolinea quanto il corso sia stato utile per comprendere meglio le tecniche di lavorazione delle farine senza glutine. 

«Sì, avevo già sentito parlare della cucina senza glutine, ma con questo corso ho capito meglio come lavorare con queste farine».

Per Alessandra la sorpresa più grande è stata scoprire che, anche senza glutine, si possono ottenere prodotti di grande qualità:

«Mi ha sorpreso che anche senza glutine si possano ottenere prodotti molto buoni».

Un altro elemento che ha reso l’esperienza particolarmente formativa è stata la possibilità di alternare teoria e pratica:

«Durante le lezioni mi ha colpito soprattutto la spiegazione delle tecniche per sostituire il glutine e la possibilità di provare direttamente le preparazioni».

Un approccio che, secondo Alessandra, potrà rivelarsi molto importante anche nel suo futuro professionale.

«Penso che questa esperienza sarà molto utile per il mio futuro».

E anche lei, come Carmine, riconosce la qualità della formazione ricevuta:

«Il formatore è top, bravissimo e molto chiaro nelle spiegazioni».

Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante portare la cultura della cucina senza glutine all’interno delle scuole e dei percorsi professionali. Formare i futuri cuochi e pizzaioli significa infatti contribuire a costruire una ristorazione più attenta e inclusiva, capace di rispondere alle esigenze delle persone con celiachia.

Progetti come KalaVria Senza Glutine sono possibili anche grazie al sostegno di chi crede nell’importanza della formazione e dell’informazione. Per questo AiC Calabria ha avviato una raccolta fondi dedicata proprio alle attività nelle scuole.

Sostenere questi progetti significa aiutare a diffondere conoscenza, creare opportunità per i ragazzi e costruire un futuro in cui mangiare senza glutine sia sempre più semplice e sicuro.

👉 Se vuoi contribuire anche tu, puoi sostenere i progetti educativi di AIC Calabria partecipando alla raccolta fondi dedicata alle attività nelle scuole e aiutando l’associazione a portare avanti iniziative come KalaVria Senza Glutine. Anche un piccolo contributo può fare la differenza.

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