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Dieta ad alto gradimento

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di Dott. Domenico Giuffrè
Biologo nutrizionista – Specialista in Scienza dell’alimentazione – Comitato Scientifico AIC Calabria

 

Ricordate quella bellissima trasmissione televisiva, ideata da Piero Angela, “La macchina meravigliosa?”

Ecco, per comprendere meglio gli effetti benefici che il cibo può avere su di noi, direi di cambiare il punto di osservazione; immedesimiamoci, per un attimo, in una delle nostre meravigliose cellule e chiediamoci: di cosa avremmo bisogno per vivere bene?

Innanzitutto la nostra spesa giornaliera inizierebbe acquistando quella sostanza indispensabile alla nostra sopravvivenza: l’acqua. Successivamente eccoci dal nostro fruttivendolo di fiducia che, grazie a frutta e verdura, ci fornirà sia la rimanente parte di acqua necessaria a dissetarci, che le fonti di quei micronutrienti indispensabili alla nostra vita di cellula: sali minerali, vitamine e fitonutrienti. Quindi puntiamo verso il supermercato per rifornirci di tutti i macronutrienti: carboidrati, proteine e lipidi. Per cui dopo aver acquistato dei cereali integrali o i loro sottoprodotti (grano saraceno, quinoa, amaranto, riso, pasta senza glutine), faremo un salto sia dal pescivendolo che in macelleria. Dovesse restare ancora un po’ di spazio nel nostro carrello potremo acquistare delle uova, una ricotta o del formaggio non stagionato e per finire, dovendo condire la nostra insalata, un ottimo olio d’oliva extravergine.

Direi che la spesa è fatta, si può rientrare a casa.

Come dite, mi sono dimenticato qualcosa? Ok, visto che domattina è domenica un salto in pasticceria possiamo farlo.

Questa sì che potremmo definirla, realmente, “dieta ad alto gradimento“ per le nostre cellule.

Adesso spogliamoci dei panni di una delle nostre migliaia di miliardi di cellule e valutiamo se siamo così bravi a rifornire il nostro corpo di ciò di cui ha realmente bisogno per vivere bene, oppure rimpinziamo queste povere cellule sia di quantità elevate di macronutrienti (carboidrati, zuccheri e lipidi) che di molecole artificiali che le stesse cellule dovranno combattere per non soccombere.

Solo per fare qualche esempio, parlando di zucchero, che qualcuno definisce “oro bianco” paragonandolo ad un’altra sostanza che crea anch’essa dipendenza, è oggi aggiunto in tantissime preparazioni industriali, anche le più insospettabili.

Ovviamente ci aspetteremmo di trovarlo negli snack o nei dessert, invece lo troveremo anche: nei sughi pronti, nel ketchup, nei salumi, nei cereali per la prima colazione, nel pane e così via.

Sarà indicato nell’etichetta nutrizionale, ma con nomi meno facilmente identificabili da tutti noi, ed ecco la presenza di: destrosio, maltodestrine, sciroppo di mais, concentrato di frutta.

Perché aggiungerlo? Semplice, perché questa presenza comporta un senso di piacere al nostro cervello e quindi un maggior consumo di questi alimenti.

Se potessimo intervistare le cellule del pancreas non credo che sarebbero così contente di lavorare in continuazione per produrre insulina; in effetti a volte iniziano a scioperare!

E dei grassi che dire? Se già da soli ci creano piacere, figuriamoci quando sono combinati con gli zuccheri; quindi un gelato alla crema o una tavoletta di cioccolata diverranno irresistibili, per non parlare poi dell’abbinamento tra bibita gassata (fonte di zucchero) e patatine fritte (grassi + sale).

Insomma tutti questi alimenti industriali, preparati con precisione sartoriale negli abbinamenti dei diversi nutrienti, mandano il nostro cervello in estasi.

Ma cosa potrebbe succedere con il consumo continuo? L’assuefazione.

Non preoccupatevi basterà aumentare le dosi di alcuni ingredienti per renderli ancora più appetibili, oppure agire su altri aspetti che ci daranno piacere: ad esempio proporre una quantità pressoché infinita di gusti di gelato, oppure gli stessi cioccolatini presentarceli di tutti i colori o, ancora, produrre degli snack salati con quel tocco di croccantezza irresistibile.

Et voilà il gioco è fatto.

Direte, ma in commercio oggi sono presenti cibi “low fat”, “senza zuccheri”, “high protein”, insomma la grande industria si preoccupa di tutti noi.

Peccato che nonostante tutti questi sforzi per mantenerci in salute, statisticamente il tasso di sovrappeso e obesità infantile è tendenzialmente in aumento.

Non sarà forse a causa di tutti gli additivi (emulsionanti, addensanti, coloranti) o edulcoranti che saranno aggiunti per rendere più appetibile quell’alimento in cui è stata diminuita la dose di grassi e di zuccheri?

Per cui, come buono proposito per questo 2026, indossiamo nuovamente le vesti di questa nostra piccola e bistrattata cellula e rivalutiamo attentamente le nostre scelte alimentari.

Utilizziamo le indicazioni della nuova piramide alimentare e creiamo la “nostra dieta ad alto gradimento” puntando sugli alimenti naturalmente senza glutine (riso, quinoa, grano saraceno, pasta integrale senza aggiunta di additivi), legumi, verdura e frutta che saranno la principale fonte di carboidrati complessi, di fibre alimentari, di sali minerali e vitamine).

Come fonti proteiche puntiamo sugli stessi legumi, il pesce, ogni tanto la carne, le uova e saltuariamente i formaggi. Se possibile i salumi lasciamoli in salumeria a stagionare.

E come grassi? Scegliamo un ottimo olio extravergine d’oliva, raramente il burro e, al raggiungimento del primo secolo di vita, festeggiamo con i grassi idrogenati.

Il motivo di tale impostazione risiede nel fatto che noi celiaci, giustamente, focalizziamo la nostra attenzione nella ricerca di alimenti senza glutine, ma dimentichiamo che la nostra dieta, anche se totalmente priva di glutine, se non corretta ci porterà all’insorgenza di tutti quegli stati patologici (diabete, malattie cardiovascolari, forme tumorali) che caratterizzano la popolazione non celiaca.

Ricordiamoci che un’armonia di colori e forme potrà esaltare il gusto di ciò che ci accingiamo a mangiare. Cibi troppo salati o dolci riusciranno solo ad anestetizzare le nostre papille gustative impedendoci di percepire sapori più delicati e differenti.

Dimenticavo, se avessimo dubbi sulla presenza o meno di glutine in un alimento dissolviamoli affidandoci esclusivamente all’ “ABC della dieta del celiaco”, è basilare sottolineare che la nostra dieta è definita “salva vita”, pertanto lasciamo stare i suggerimenti di chi ci consiglia di consumare tale snack non garantito soltanto perché non sa rinunciare alle proprie dipendenze.

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