accedi-icon-1.png

Celiachia e lavoro a bordo: come abbiamo risolto un problema “invisibile”

copertina blog su celiachia e problemi per lavora in mare

Ci sono battaglie che combattiamo alla luce del sole, come i corsi di formazione per i ristoratori o i grandi eventi informativi. E poi ci sono storie che si consumano dietro le quinte, fatte di scartoffie, telefonate ministeriali e determinazione. Storie che non fanno rumore, ma che cambiano radicalmente la vita quotidiana delle persone.

Oggi vogliamo raccontarvi una di queste storie. È la vicenda di un nostro associato calabrese che per motivi di lavoro trascorre lunghi periodi a bordo di imbarcazioni. Un contesto complesso, non standard, dove il diritto fondamentale alla terapia salvavita – che per un celiaco significa poter accedere ai prodotti senza glutine erogati dal Servizio Sanitario – si è scontrato con un muro di gomma burocratico.

Una criticità che durava da anni

Per chi lavora in mare, l’accesso ai buoni o ai prodotti senza glutine segue canali assistenziali differenti rispetto a chi vive a terra. Una macchina complessa in cui i blocchi burocratici sono all’ordine del giorno.

L’associato si era già scontrato con questo problema circa tre anni fa. All’epoca, le istituzioni locali (ASL e cassa marittima) non erano riuscite a fornire un supporto efficace. La situazione si era sbloccata solo grazie a una soluzione temporanea, un “escamotage” che purtroppo non ha risolto il problema strutturale. Di conseguenza, alla successiva partenza, la criticità si è ripresentata identica.

Questo dimostra quanto alcune problematiche legate alla celiachia in contesti lavorativi speciali siano ricorrenti, strutturali e purtroppo ancora troppo poco attenzionate dalle istituzioni.

L’intervento di AiC Calabria: fino al Ministero della Salute

Quando l’associato ha contattato la nostra segreteria regionale, abbiamo capito che non bastava trovare un’altra pezza momentanea. Era necessario scardinare il meccanismo.

Ci siamo attivati immediatamente, analizzando la normativa e avviando una fitta interlocuzione con gli enti competenti. La complessità del caso ci ha spinti a portare la questione direttamente ai tavoli del Ministero della Salute. Grazie a questo intervento mirato e autorevole, siamo riusciti a sbloccare la situazione in modo definitivo, garantendo al lavoratore il pieno diritto di ricevere l’assistenza alimentare integrativa anche a bordo.

Al termine di questa vicenda, abbiamo ricevuto un messaggio di profonda gratitudine che ci teniamo a condividere in forma del tutto anonima:

“Tre anni fa mi ero sentito solo e invisibile di fronte a un sistema che non sapeva come gestirmi. Questa volta, grazie ad AiC Calabria, ho trovato qualcuno che non solo mi ha ascoltato, ma ha saputo esattamente a quali porte bussare per risolvere il mio problema alla radice. Sapere di avere una tutela reale anche quando si è lontani da casa cambia tutto.”

Il lavoro “dietro le quinte” che fa la differenza

Perché abbiamo scelto di raccontarvi questa storia? Perché il lavoro di AiC Calabria è fatto in gran parte di questo: un’attività silenziosa di tutela legale, sindacale e assistenziale.

Ogni giorno rispondiamo a criticità individuali che, se sommate, definiscono la qualità della vita di tutta la comunità celiaca. Risolvere la problematica di questo lavoratore significa aver tracciato una strada che renderà più semplice la vita del prossimo marittimo che si troverà nella stessa situazione.

Se anche tu ti trovi ad affrontare una discriminazione sul lavoro, un blocco burocratico nell’accesso ai tuoi diritti o una situazione complessa legata alla gestione della celiachia in Calabria, non esitare a contattarci. La nostra associazione esiste per questo: per fare in modo che nessun celiaco si senta più solo o invisibile.

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato sulle nostre iniziative​